ASTRO BLOG del Gruppo Astrofili Antares di Romagna, associazione scientifica e culturale ONLUS per lo studio la ricerca e la divulgazione delle scienze astronomiche ed affini, fondato nel 1982 con sede a Cotignola e operativo anche presso il proprio Osservatorio Astronomico di Monteromano (Brisighella-RA) ed anche l'Osservatorio Astronomico "G.Roccati" del Liceo di Lugo di Romagna. www.gruppoantares.com - In caso d'uso (altrove) di queste news è obbligatorio il link alla relativa news qui presente!

lunedì 28 dicembre 2009

S'io fossi astronomo...

Dopo i pranzi pantagruelici di Natale, ci si avvia, molto più appensantiti da tortellini e panettoni, verso l'ultimo dell'anno. È questo il periodo in cui si fanno i bilanci di fine anno: i giornali e telegiornali si riempiono di servizi sulle cose più importanti o più strane capitate nel 2009 e gli oroscopi si sbizzarriscono in benevole previsioni per un anno migliore di quello appena trascorso (mai che ti dicano che sarà un anno peggiore...).

Non ho alcuna intenzione di mettermi a fare bilanci, di stare a crogiolarmi nei bei ricordi di un anno ormai passato o nella malinconia degli eventi più tristi. Vorrei invece che pensassimo al 2010 e vorrei lanciare un mini-concorso per tutti i nostri lettori (che spero siano più dei 4 o 5 che redigono questo blog...). Vorrei chiedere a ciascuno di voi che vi aspettate dal 2010, in termini di ricerche astronomiche, ovviamente (evitare quindi letterine tipo: "vorrei essere tanto buono"). Secondo voi, quali saranno le scoperte che si potranno verificare nel 2010? Oppure, ci saranno settori di ricerca che si esauriranno o altri che si apriranno? Se foste astronomi o astrofisici, dove puntereste le vostre risorse?

Scrivete le vostre opinioni nello spazio dedicato ai commenti per questo post e poi provvederemo a stilare una classifica. Non si vince niente, non ci sono ricchi premi e cotillons. Ma magari si passeranno cinque minuti pensando al domani, invece che essere travolti dalla consueta orgia di amarcord...

venerdì 25 dicembre 2009

Storie di Astronomi: Johann Georg Palitzsch, una passione sfrenata per il cielo

E' il 1758, è il giorno di Natale. Il cielo della Sassonia promette bene quella sera ed un agricoltore di 35 anni prepara il suo telescopio per le sue osservazioni del cielo, uno strumento con una focale di circa 2,4 m tipo il nostro telescopio di Monteromano. Non passa molto tempo che una debole luce diffusa viene colta dagli occhi attenti di Joahnn: il suo cuore batte forte, sapeva cosa stava cercando. E' una cometa, ma non una cometa qualsiasi, è la cometa passata nel 1682, e ancor prima nel 1607 e così via nella storia, sempre ad intervalli di 76 anni. E' proprio la Cometa di Halley, quella che noi chiamiamo P/1, la prima cometa di cui noi abbiamo capito la periodicità, e che Johann Georg Palitzsch riusci a vedere per primo al suo ritorno predetto qualche anno prima da Sir Edmund Halley. (nella foto la cometa di Halley al passaggio del 1910)

Quando si dice la passione! Johann Georg Palitzsch era follemente innamorato dell'Astronomia, ma il padre (adottivo) non ne volle sapere delle sue richieste di studiare gli oggetti della sua passione: Johann doveva diventare un agricoltore, e così fu. Il ragazzo però continuò a studiare in segreto la disciplina che tanto amava, compresa la lingua del latino, anche se l'eredità della fattoria di famiglia gli assorbiva gran parte del suo tempo disponibile.
Johann Georg Palitzsch si dimostrò comunque osservatore attento, scopriì in modo indipendente addirittura la variabilità di Algol, anche se la natura variabile della Beta del Perseo era stata individuata dal Montani più di un secolo prima. Ma la cosa dimostra la grande cura con la quale Johann osservava il cielo.

Ma la sua immortalità rimarrà per sempre legata al ritorno della cometa di Halley! Nel 1705 il grande astronomo britannico aveva predetto per 1759 il ritorno di una grande cometa: Edmund Halley aveva compreso che il passaggio nella storia di varie cometa poteva essere in realtà il ritorno di uno stesso astro chiomato, che con periodo regolare veniva a fare visita alle zone più interne del sistema solare. Purtroppo Halley non potè vedere che aveva avuto ragione, l'astronomia spesso è severa, con i suoi lunghi tempi rispetto allo soffio di vita che ci è concesso. Però anche senza più Halley il mondo dell'astronomia era in attesa di questo ipotetico ritorno, e a Palizscth va il merito di essere stato pronto a cogliere questa grande opportunità. La cometa in effetti era in leggero anticipo rispetto alle previsioni di Hally, dato che l'astronomo britannico non aveva bene coniserato alcune azioni di disturbo gravitazionale sulla cometa, indotte dal pianeta Giove.

In seguito Palitzsch fu chiamato alla corte del principe elettore di Sassonia per insegnare astronomia al giovane principe Federico Augusto III. Oltre l'astronomia, studiò con profitto la botanica, e contribuì all'introduzione della patata come alimento comune in Sassonia. Usò tra i primi anche i microscopi per gli studi biologici, e introdusse il parafulmine in Sassonia. Davvero una vita dedicata alla Scienza, disciplina che riuscì a coltivare nonostante le difficoltà iniziali. Lo ricordiamo oggi come uno dei pionieri dell'astronomia amatoriale, di cui ne condividiamo lo spirito e ne riconosciamo l'importanza per lo studio e la divulgazione del sapere scientifico nel mondo. (nella foto la cometa di Halley al suo ultimo passaggio, nel 1986)

Per andare là dove nessun uomo è mai stato prima!


(Immagini delle 3 galassie candidate a z=10. Da Bouwens et al., arXiv:0912.4263)

Mentre qui ci affanniamo per qualche centimetro di neve -- come se non fosse mai nevicato in Italia -- ci giunge notizia di una straordinaria scoperta effettuata per mezzo di Hubble Space Telescope (HST) da un team internazionale di ricercatori. Si tratta della scoperta di tre galassie a redshift (z) circa 10! E' il record assoluto di distanza, che supera anche il GRB dello scorso aprile a z=8.2, a soli 450 milioni di anni dal Big Bang!

L'immagine (vedi sopra), ottenuta nell'ambito del programma Hubble Deep Field 09, mostra tre galassie con magnitudine H circa 29 (un filtro infrarosso). Non è un'immagine bella, spettacolare, colorata, ma è ricca di significato scientifico, perché ci porta in un'epoca mai osservata prima. Infatti, si pensa che qualche centinaio di anni dopo il Big Bang, l'Universo si sia raffreddato formando atomi neutri. Questi atomi si sono addensati in nubi che hanno poi originato le stelle e quindi le galassie; in alternativa, singolarità spaziotemporali (buchi neri) create dalle collisioni di onde gravitazionali sviluppate dal Big Bang, hanno costituito la necessaria attrazione gravitazionale per creare galassie e quindi le stelle. Qualunque sia l'ipotesi, si pensa che a circa z=11, ovvero 13.244 miliardi di anni fa, quando l'Universo aveva appena 420 milioni di anni, le prime stelle e/o i primi quasar si siano accesi, e la radiazione emessa ha ionizzato gli atomi (epoca della re-ionizzazione).

Fino a oggi non è mai stato possibile osservare sorgenti cosmiche a z = 11, che rimane un passo fondamentale per verificare la validità delle teorie cosmologiche. La scoperta riportata da Bouwens et al. (in pubblicazione su Nature; qui c'è un preprint) si avvicina terribilmente al periodo interessato e ci porta a soli 30 milioni di anni dalla reionizzazione. Un niente, se si tiene conto dei possibili errori di misura. Gli scienziati hanno trovato 3 galassie, che secondo i modelli attuali, confermano l'importanza di queste strutture nel fornire radiazione ultravioletta necessaria per la reionizzazione e, inoltre, stabilisce che le galassie devono essersi formare in epoca anteriore a z = 10. Questo facilita l'ipotesi di una formazione dovuta alla singolarità (top-bottom) e non a un'aggregazione di stelle formatesi prima (bottom-top). Infatti, per quest'ultima ipotesi non c'è tempo sufficiente dal Big Bang. Quale sia il tipo di galassie scoperte da Bouwens non è possibile stabilirlo con la strumentazione attuale, per cui si spera che ci riesca il successore di HST, il James Webb Space Telescope.

martedì 22 dicembre 2009

Neve anche a Merate...




Anche qui a Merate aveva fatto un po' di neve nei giorni scorsi, ma la nevicata iniziata ieri circa all'ora di pranzo e proseguita tutta la notte è stata bella abbondante... Ecco come si presenta l'Osservatorio stamattina. Non ho osato avventurarmi in cima alla collina per vedere le cupole, dato il mezzo metro di neve... E putroppo una lieve foschia impedisce di vederle dalla zona uffici. Se ne intravede una, nella foto centrale, sulla destra.

lunedì 21 dicembre 2009

Il Solstizio d'Inverno - La ruota del mondo gira...


Oggi 21 dicembre, alle ore 18e47 tempo locale, il Sole è al Solstizio d'Inverno. Nel suo passaggio al meridiano locale quindi raggiunge la minima altezza sopra l'orizzonte di tutto l'anno e da domani le ore di luce torneranno ad aumentare... anche se per i primi giorni in maniera impercettibile (pochi secondi).
Nell'antichità il solstizio d'Inverno era un'importante festività e le celebrazioni si prolungavano per alcuni giorni. Nella tradizione germanica era denominata Yule, ovvero ruota (wheel), la ruota dell'anno. Il re oscuro si trasforma nella luce bambina; è la ruota del mondo che gira una volta ancora...
Dalle nostre parti c'è ancora la credenza che il giorno più corto sia il 13 dicembre, Santa Lucia ("Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia" recita il detto). In realtà così non è, però le tradizioni popolari hanno sempre un fondo di verità. Questo detto si è probabilmente affermato nel 1200 quando il solstizio d'Inverno cadeva attorno al 13 dicembre del calendario giuliano. Poi nel 1582 papa Gregorio XIII soppresse 10 giorni per fare in modo che l'equinozio di Primavera cadesse nuovamente il 21 marzo, per cui anche il solstizio d'Inverno spostò la sua data in avanti di 10 giorni.
A questo va aggiunto il fatto che, a causa dei moti della Terra attorno al Sole, la levata ritardata e il tramonto anticipato del Sole non avvengono contemporaneamente nello stesso giorno, sia al solstizio d'Inverno che in quello d'Estate. Nello specifico, alle nostre latitudini, dove questo fenomeno viene amplificato, il giorno in cui il Sole tramonta prima è il 10 dicembre (alle ore 16e34 tempo locale), mentre il giorno in cui sorge più tardi è il 2 gennaio (alle ore 7e48 tempo locale). Oggi il Sole sorge alle ore 7e45 e tramonta alle ore 16e37, rimanendo in cielo quindi 8 ore e 52 minuti appena.
Un' ultima annotazione: come due giorni dopo il solstizio d'Estate viene celebrato San Giovanni Battista, così due giorni dopo Natale viene celebrato San Giovanni Evangelista (vedi post del 21 giugno).
Vedere anche: http://antwrp.gsfc.nasa.gov/apod/ap071222.html

sabato 19 dicembre 2009

Ancora sulla Neve a Monteromano






Questa volta vi allego alcuni panorami.... Buona visione!

Enrico

venerdì 18 dicembre 2009

Monteromano, il fascino dell'inverno


In attesa della nuova neve di stanotte e domani, oggi ho fatto un RAID rapido a Monteromano, per recuperare dell'attrezzatura che mi serviva. Ovviamente ho fatto un salto all'osservatorio per vedere come stava.... e l'ho trovato in ottima forma!

Vi allego alcuni miei scatti, chissà poi domani come sarà cambiato il paesaggio con altra neve!

Enrico