lunedì 24 novembre 2014

domenica 23 novembre 2014

Ore 21:00 - decollo della Soyuz con la prima donna astronauta italiana

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http://www.asitv.it/media/embed_live/evento/live_23_11_2014?autostart
Un appuntamento che vi ricordiamo in modo telegrafico ma che deve essere considerato come un evento importante per l'Italia visto e considerato che vedremo partire per la ISS la prima donna astronauta italiana.

Non mancate alla diretta :

(replica della news pubblicata sul sito ESA)

L'astronauta dell'ESA Samantha Cristoforetti è pronta per la sua missione di cinque mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale. Lascerà la Terra domenica dal cosmodromo di Baikonour in Kazakistan insieme all'astronauta NASA Terry Virts ed al cosmonauta Anton Shkaplerov della Roscosmos.
Guardate l'equipaggio internazionale di astronauti salire a bordo della loro navetta Soyuz TMA-15M ancorata alle 274 tonnellate di propellente del razzo, accelerare a 28.800 km/h e attraccare alla Stazione Spaziale, orbitando la Terra, in appena sei ore.

Il programma comprenderà immagini della vestizione della Spedizione 42/43, l'arrivo alla navetta ed un ultimo cenno di saluto mentre salgono. L'apertura del portellone includerà un commento da parte del Programme Manager ESA della Stazione Spaziale, Roberto Patti, e del Capo del Corpo Astronauti dell'ESA ed ex astronauta Frank De Winne.
Programma
Inizio diretta ore 21:00 con lancio previsto alle ore 22:01
L'aggancio con la Stazione Spaziale avverrà nelle prime ore di lunedì mattina intorno alle 03:53 e diretta di nuovo dalla 03:30.
Diretta dell'apertura del portellone e cerimonia di benvenuto dalle 05:00

giovedì 20 novembre 2014

L'impronta di orso sul Sole?!

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http://www.spaceweathergallery.com/full_image.php?image_name=Philippe-TOSI-tache19nov_1416428776.jpg&PHPSESSID=m548rokdgl3kqjsakmp7vinbr7
UNA GIGANTESCA ORMA SUL SOLE: Immaginatevi un artiglio di orso con le punte delle dimensioni della Terra.  

Ieri, Philippe Tosi di Nîmes, in Francia, ha osservato attraverso l'oculare del suo telescopio solare e ha visto esattamente quanto trovate nell'immagine.

E' la "solita e vecchia" AR2192 (ribattezzata AR2209), la protagonista tra le macchie solari di questa fine di 2014 e che  ora sta facendo il suo secondo passaggio sul lato visibile (da Terra) del Sole. 


Questa immagine in alta risoluzione è stata ottenuta mediante la combinazione di sei immagini secondo quanto dichiarato dall'astrofilo francese.

I campi magnetici che attraversano le dita e il palmo di questa gigantesca orma "urside" possiedono una energia strutturale in grado di generare potenti esplosioni di flares di classe M oltre che X flares solari.  


Tuttavia, la macchia solare è stand-by da quasi tre giorni, quindi i meteorologi "solari" del NOAA stimano una bassa probabilità ovvero del 5% di poter registrare X-flares nella giornata di oggi, 20 novembre

Non ci si può ovviamente aspettare che la situazione resti immutata nei prossimi giorni ma al momento non ci sono elementi utili per modificare le previsioni, eccezion fatta per le caratteristiche evidenti di AR2192.

La prima donna astronauta italiana : 23 novembre 2014 !

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Il 23 novembre la prima astronauta italiana partirà verso la Iss, la Stazione Spaziale Internazionale che possiamo ammirare facilmente quando sorvola le nostre teste viaggiando a 400 km di altitudine alla ragguardevole velocità di 28.000 kmh (circa). 

Manca veramente poco a questa data storica (per l'Italia) in quanto alle 21:57 di domenica 23 novembre l’avventura spaziale di Samantha Cristoforetti avrà infatti inizio partendo dal cosmodromo russo di Bajkonur.

AstroSamantha si è preparata per quasi tre anni in previsione della missione sulla Stazione spaziale internazionale per eseguire le procedure tecniche necessarie e per allenare il proprio fisico ad affrontare la prolungata permanenza in ambiente spaziale in assenza di gravità. 

Quest’ultimo aspetto presenta alcune incognite per Samantha poichè, mentre per gli astronauti maschi gli effetti dell’assenza di gravita sulla salute sono più conosciuti, i dati raccolti relativi agli effetti sull'organismo femminile non sono ancora sufficienti a determinare con completezza quali siano i pericoli e/o le contro indicazioni perchè il numero di donne che hanno partecipato a missioni spaziali è notevolmente inferiore rispetto all'altro sesso. 

Il problema è importante anche per la Nasa, la quale, in previsione delle missioni di durata sempre maggiore che sono state pianificate per i prossimi decenni, nel 2013 ha attivato ben sei gruppi di lavoro in collaborazione con il National Space Biomedical Research Institute, per fare un punto della situazione preciso di cosa sappiamo esattamente riguardo alle differenze di genere nella risposta dell’organismo degli astronauti.


Molto interessanti i risultati di queste analisi che riepilogano le informazioni raccolte negli anni relative ai 477 uomini ed alle 57 donne che hanno eseguito missioni nello spazio fino al giugno 2013. 

Pubblicati di recente sul Journal of Women’s Health, i contenuti principali dello studio si possono riepilogare nei punti seguenti e nell'immagine rilasciata dal NSBRI.


Intolleranza ortostatica : Consiste nell’incapacità di restare in piedi per periodi prolungati senza perdere i sensi. Questo disturbo è più comune negli astronauti donna al ritorno dalla missione. Una possibile spiegazione è la minore capacità dei vasi sanguigni di dilatarsi sotto effetto della pressione sanguigna nelle gambe, già dimostrata da studi sulla lungo degenza a letto. Gli effetti sono paragonabili a quelli a cui viene sottoposto l’organismo degli astronauti nello spazio.

Diminuzione del volume del plasma sanguigno : Le simulazioni eseguite a Terra indicano che, in condizioni di microgravità, nelle donne avviene una maggiore perdita di volume del plasma sanguigno rispetto agli uomini. A tale condizione l’organismo femminile risponde con un maggiore aumento del ritmo cardiaco. Non è chiaro come questo fenomeno influenzi l’organismo nello spazio pertanto necessita di approfondimenti.

Sindrome VI-IP (Visual Impairment / Intracranial Pressure) : Si tratta di una diminuzione della vista provocata dall’aumento della pressione intracranica e questo problema ha riguardato ben l’82% degli astronauti maschi e il 62% delle donne, ma tutti i casi più significativi che hanno comportato conseguenze cliniche rilevanti sono capitati negli uomini.

Sistema immunitario: La permanenza nello spazio può modificare il funzionamento e la concentrazione di alcuni costituenti essenziali del sistema immunitario. I dati registrati durante le missioni non indicano però differenze, in questo caso, tra l’organismo maschile e quello femminile. A Terra, nelle donne, l'organismo produce solitamente reazioni immunitarie più intense e questo le rende più resistenti ad infezioni virali e batteriche mentre non è ancora stabilito se lo stesso potrebbe accadere anche durante le missioni spaziali di lunga durata.

Radiazioni: Si tratta di uno dei maggiori pericoli per chi lavora nello spazio. L’atmosfera terrestre infatti ci scherma normalmente dalla maggior parte di radiazioni che invece sono presenti nello spazio. I dati raccolti sembrano indicare che le donne siano più suscettibili degli uomini a sviluppare conseguenze tumorali indotte dalle radiazioni e ciò giustifica i bassi livelli di esposizione tollerata per gli astronauti donna rispetto a quella consentita agli uomini.

Space Motion Sickness: Simile al disturbo del "mal di macchina". E' un problema frequente per gli astronauti tuttavia le donne sembrerebbero meno suscettibili degli uomini al momento del primo arrivo sulla stazione spaziale mentre  risultano maggiormente colpite al ritorno a Terra. Va detto che per quanto riguarda l'argomento i dati disponibili sono estremamente limitati.

Udito : Il peggioramento dell’udito legato all’età risulta accellerato più negli astronauti maschi che nelle femmine, ma i dati indicano che la responsabilità non risulta dovuta dell’assenza di gravità pur non individuando altre cause.

Infezioni del tratto urinario: Risultano più comuni nelle donne astronauta ma sono sempre state curate con successo tramite l'assunzione di antibiotici.

Ossa e comportamento: il sistema muscolo-scheletrico rapportato al viaggio spaziale determina reazioni molto diverse da individuo a individuo senza evidenziare relazioni particolari rispetto al sesso. Anche le reazioni psicologiche e quelle comportamentali alla vita nello spazio sono comparabili tra i due sessi. Tuttavia l’attenta selezione e il significativo addestramento dei candidati contribuiscono a rendere improbabili eventuali problemi psichiatrici tra gli astronauti.

Quindi se avete intenzione di "crogiolarvi" nello spazio nelle vostre future "vacanze" fantascientifiche avete già un discreto quadro della situazione che dovrete affrontare.

Per ora comunque non ci resta che augurare a Samantha una splendida missione!

martedì 18 novembre 2014

Philae : la discesa immortalata da rosetta

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La image camera Osiris, una delle camere montate sulla sonda dell'ESA Rosetta, è riuscita a cogliere i momenti della prima fase di accometaggio del piccolo lander. Ecco la sommatoria delle immagini che mostrano la discesa del lander prima del suo primo rimbalzo. 

Al momento resta comunque sconosciuto il punto esatto in cui si trovi philae e il lander é confermato in stato di ibernazione. 

La perforazione della cometa é avvenuta ma non c'è stata sufficiente energia per completare l'analisi del campione. Dovremo quindi attendere il momento più opportuno o una idea geniale del "fantastic team" per poter sentire nuovamente i tweets del lander. 
Nel frattempo la cometa si avvicinerà al Sole...

lunedì 17 novembre 2014

Stelle cadenti delle Leonidi ... (se fosse sereno)

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Il famoso bolide "LOVATO" - Leonidi 1998 da Monteromano
Oggi, la Terra passa attraverso un flusso di detriti della cometa 55P / Tempel-Tuttle, originante l'annuale pioggia meteorica delle Leonidi. 

Alcuni di noi che ricordano le tempeste di meteore Leonidi della fine degli anni '90 / primi anni 2000 dovrebbero sapere che questo non è un anno in cui ci si attendono grandi eventi.  

Le previsioni dichiarano di aspettare non più di 15 Leonidi per ora.

un gruppo di meteore la stessa notte del bolide (1998)
Fosse sereno (!),  sarebbe sempre e comunque interessante osservare ma a quanto pare il meteo inclemente sta vilmente impedendo qualunque attività degli astrofili (per non parlare dei danni presenti in tutte le cronache nazionali).

Qualche temerario ruba osservazioni tra una nuvola e l'altra traendo soddisfazione giocoforza, buon viso a cattiva sorte.

Speriamo che la cosa non persista ancora a lungo.

Macchia vecchia che non demorde : AR 2132

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http://sdowww.lmsal.com/sdomedia/h264/2014/11/16/SSW_cutout_20141116T1730-20141116T1812_AIA_131-193-171_S12E46.mov
IL VECCHIO SUNSPOT: A quanto pare, non è possibile che una grande macchia solare se ne stia "tranquilla". La AR2192, la macchia solare famosa per la produzione di sei Flares X di cui alle news di ottobre fine ottobre, è di nuovo in auge e rappresenta una nuova minaccia di forti eruzioni solari.  

Nelle ultime 24 ore, la regione attiva ha prodotto una serie sempre più intensa di brillamenti di classe M, ultimo dei quali questo M5 registrato dal Solar Dynamics Observatory della NASA e immortalato nelle immagini e nei filmati ora in archivio.
 
L'esplosione impulsiva, che ci ha raggiunto il 16 novembre alle 17:48 a UT, ha causato un blackout HF sul lato illuminato della Terra che è durato alcune decine di minuti. Tali black-out sono tipicamente riscontrati dai radioamatori, dai marinai in mare, e dagli aviatori che volano su rotte polari.

Flares più potenti potrebbero essere in arrivo. AR2192 ha un campo magnetico 'beta-gamma-delta' che ospita energia per esplosioni di classe X 10 volte più intense di quelle di classe M che stiamo vedendo ora. Nelle previsioni NOAA ci sono stime che danno una probabilità fino al 30% di vedere la macchia solare scatenare una eruzione X nelle prossime 24 ore.

I nomi Sunspot : AR2192 sta facendo il suo secondo viaggio intorno al Sole. Secondo la tradizione, è stato rinumerato per la seconda apparizione con la sigla AR2209 ma non è una nuova macchia.  

La rinumerazione delle macchie solari è un retaggio dei secoli precedenti, quando solo un lato del Sole era visibile. Gli astronomi che guardavano una macchia solare apparire dal bordo orientale del Sole non potevano essere sicuri se fosse una del tutto nuova o una vecchia di ritorno da un transito sul lato non visibile; così il loro numero cambia ad ogni rotazione come se fosse un nuovo protagonista nella "giostra solare". 

Ad oggi 2014: la flotta di satelliti heliophysics della NASA è in grado di monitorare le macchie solari lungo tutta la circonferenza del Sole. Sappiamo quindi con certezza che questa è la vecchia macchia solare AR2192, ma acquisisce un nuovo numero in ogni caso.